Come sta incidendo la pandemia sul settore alberghiero? … A un anno dal lockdown.

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Poco più di un anno fa, il 9 marzo 2020, l’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciava al Paese l’inizio del lockdown nazionale. È ora di fare i conti con un anno catastrofico, purtroppo letteralmente.
Prevedibilmente, i dati sottolineano una situazione di difficoltà generalizzata. Innanzitutto, a riprova di come la difficoltà sia stata tendenzialmente trasversale e ci abbia colpito prima di tutto come popolo (come umanità addirittura), va segnalato che il 2020 è stato l’anno con la spesa pubblica più alta degli ultimi 12 anni.
Il Prodotto Interno Lordo nazionale è calato dell’8,8% (dati Istat), mentre, al netto di imprevisti, nel 2021 dovremmo recuperare del 3-4%. Con la paura che aleggiava e con la fisica impossibilità ad uscire le spese delle famiglie si sono molto ridotte, sia a fronte di ridotti introiti, sia per un aumento dei risparmi.
A soffrirne, soprattutto il settore dei viaggi nel quale le famiglie hanno speso il 63% in meno, seguito dagli alberghi (47%) e dall’ambito del tempo libero in cui sono stati spesi il 46% di soldi in meno (Fonti: Prometeia). Sul fronte di perdita di fatturato a uscirne con le ossa rotte è il settore dell’intrattenimento con il 70% in meno per cinema e teatri fino ad arrivare al tremendo -97% di fatturato per il settore della musica live. Di fronte a questi numeri si può dire che il settore degli alberghi e alloggi siano riusciti a barcamenarsi meglio con una perdita di fatturato del 53%, che se non è altrettanto disastroso, certo non è nemmeno una buona notizia.

Come reagire alla crisi del settore alberghiero?

Innanzitutto, con manovre nazionali ed europee. All’orizzonte infatti, in aggiunta ad altri interventi governativi, si vedono anche i 209 miliardi dell’accordo Next Generation UE. È vero che in gran parte (127 miliardi) si tratta di nuovi debiti, ma sono subordinati all’utilizzo in progetti di crescita e riforme che l’Italia necessita da anni come giustizia, pubblica amministrazione, fisco…

Questo significa che questi soldi non possono essere sbloccati ed utilizzati se non per raggiungere gli obiettivi precedentemente concordati tra Europa e Italia. Andranno necessariamente investiti quindi per risolvere le diverse situazioni.
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Ripartire insieme attraverso turismo e alberghi.

Puntare sul settore del turismo, intrinsecamente legato a quello degli alberghi, potrebbe essere la soluzione vincente per uscire dalla crisi pandemia tutti insieme, anche per gli altri settori. Infatti secondo i dati del Conto Satellite del Turismo (CST) – Istat, ogni 100 euro di transazioni economiche svoltesi nel settore del turismo ne generano ulteriori 86 in altri settori. Questo è noto come il meccanismo dei moltiplicatori, e il turismo è forse il settore che ne genera maggiormente riuscendo a coinvolgere numerose altre industrie. Per questo è probabilmente il settore su cui investire per rilanciare l’intero Paese con un virtuoso effetto domino che porterà agognato ossigeno all’economia dell’Italia intera.

La resilienza del settore alberghiero.

A fronte di questa crisi il settore alberghiero non è certamente rimasto con le mani in mano, anzi si è dato da fare modificando i propri servizi e le proprie abitudini per adattarsi a questi tempi, dimostrando una resilienza fuori dal comune. Alcune delle attività intraprese comprendono:
  • Rendere le camere iperconnesse in modo da permettere agli ospiti di fare smart working.
  • Fornire nelle camere dei contenitori in grado di disinfettare chiavi e telefono al rientro.
  • Implementare un’app scaricabile sugli smartphone dagli ospiti che possa funzionare da chiave per la camera, in modo da evitare il contatto con gli oggetti per quanto possibile.
  • Persino far trovare agli ospiti nelle camere dei cocktail istantanei fai-da-te.
Tutto questo perché nonostante la crisi pandemica l’obiettivo focus del settore alberghiero è rimasto sempre lo stesso: offrire serenità ai propri ospiti.

Cos’altro può fare un albergatore?

Come può attivamente reagire un albergatore colpito dalla crisi pandemica? Non abbiamo la panacea di tutti i mali, ma se può interessare abbiamo dei consigli pratici dettati dal buon senso e da quanto abbiamo potuto imparare in quest’anno.
  • Farsi trovare pronti. I livelli di igiene e sanificazione devono essere all’avanguardia: oggigiorno raggiungere lo standard non è abbastanza, il pubblico ha paura, va rassicurato.
  • Facciamolo dimostrando la nostra professionalità e l’elevata qualità del nostro servizio in tutti i suoi aspetti.
  • Curare la comunicazione e il rapporto col cliente: è fondamentale essere aperti e comprensivi più che mai per quanto riguarda prenotazioni, cancellazioni, modifiche, dubbi e domande tecniche su voucher e altri aspetti. È un periodo di fluttuante incertezza per tutti: accogliamo tutti in maniera aperta ma sicura, sorridenti ma solidi.
  • Mantenere il dialogo: rimani in contatto con il tuo pubblico attraverso contenuti di valore per esso sfruttando le vostre conoscenze. Può essere la ricetta del cuoco come un trucco segreto per rifare il letto in una maniera perfetta!
  • Lavorare sul digitale: un sito curato è indispensabile oggi, vi serve un vostro spazio in cui mostrare e mettere in pratica i punti precedenti.
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La campagna mondiale delle Nazioni Unite #RestartTourism parte proprio dal nostro Paese, forse il più amato e ambito dai viaggiatori di tutto il pianeta e nel contempo anche uno dei primi a essere colpiti pesantemente dalla pandemia. Non a caso anche il nuovo tool sviluppato da Google viene lanciato partendo dall’Italia, dove nonostante tutto abbiamo saputo reagire con coraggio, determinazione ed efficacia, sin dalla gestione della prima emergenza. La nuova piattaforma sviluppata dal gigante di Mountain View si chiama Hotel Insight e nasce con il fine unico di aiutare il settore alberghiero in questo grave momento di crisi pandemica. L’idea è di offrire agli operatori informazioni e risorse, in modalità gratuita, pensate per aiutare tutto il comparto a intercettare la domanda turistica potenziale. A questo si aggiunge un programma di formazione che verrà diffuso grazie alla collaborazione con le principali rappresentanze associative del settore (Confindustria Alberghi, Federalberghi, Federturismo) per fornire maggiori competenze digitali alle realtà turistiche italiane.

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